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nazgul terradimezzo signore degli anellinazgul, le due torri, mordor, bilbo
lord of rings
Al libro "Il Signore degli Anelli" è allegata la mappa
della Terra di Mezzo che noi lettori abbiamo dovuto freneticamente consultare
per scoprire dove fosse la Contea, Granburrone, Minas Tirith , il monte
Fato e per seguire gli spostamenti della Compagnia dell'Anello. In essa
sono presenti fiumi, monti, paludi, enormi boschi, qualche città,
alcune vie di comunicazione. La prima impressione che ci comunica è
quella di una natura che ancora predomina sull'uomo: scarsi sono gli
insediamenti umani, costituiti per lo più da piccoli villaggi.
Durante la lettura attraverso gli occhi dei protagonisti il nostro sguardo
sul mondo si allarga: come in un puzzle la Terra di mezzo si popola
di foreste ornate da alberi incantati, aspre montagne che impediscono
il transito, paludi in cui pullulano corpi morti di prodi cavalieri
i cui visi affiorano dall'acqua malsana, terre magmatiche desolatamente
brulle. Notiamo anche che la cartina è incompleta, termina ad
Est con il grande mare di Rhun, a Nord , oltre le montagne, con la landa
del Forodwaith e a Sud con il deserto dell'Harad. Cosa ci sia oltre,
per quello che riguarda il nord e l'Ovest, lo possiamo conoscere in
parte della lettura del Silmarillion, ma soprattutto viene lasciato
alla nostra immaginazione popolare quegli spazi sconfinati, riempirli
di vita, tradizioni, leggende. Middangeard-middelerde (o erthe)-Middle Earth: terra tra i mari, abitata dagli uomini. A differenza di molte altre cartine fantasy, semplici descrizioni dei luoghi in cui la scena si sta svolgendo, la Middle-Earth ha un storia, lunga e complessa, che possiamo ricavare dalle vicende del libro stesso, dai suoi appendici, vero e proprio patrimonio di culto fra i fans più accaniti, e dalla lettura delle altre opere dello scrittore, in primo luogo il Silmarillion. Terra tra i mari dunque, che per alcuni suoi abitanti è soltanto una dimora provvisoria: gli Elfi rivolgono gli occhi ad Occidente, per ritornare nella patria da cui dipartirono, ma di cui sentono tremendamente la nostalgia, in un mondo dove tutto cambia e le cose belle sfioriscono e muoiono. La via a loro non è preclusa, mentre si è chiusa definitivamente per gli uomini, per gli Alti uomini, che anzi credono di poter ritrovare, da qualche parte nel mare sterminato, l'isola di Numenorë, loro antica dimora. La Terra di Mezzo ci ricorda come il mondo in cui viviamo non sia il migliore possibile e come altre possibilità si sarebbero potute verificare o potrebbero accadere. Se la storia non si fa con in "se", pensare ad essi per lo meno aiuta a riflettere, a relativizzare il nostro contesto, a pensarci come un processo aperto a diverse possibilità e non come figli di una sequenza già scritta. Il senso della proposta del professore di Oxford sta tutto qui, nella ostinata convinzione che una possibile "Terra di Mezzo" esista ancora, sia ancora realizzabile, sempre che si abbiano gli occhi abbastanza lucidi per vederla. Attraverso il linguaggio del mito, Tolkien sa raggiungere i cuori parlandoci degli argomenti che più contano: la bellezza, l'amicizia, la fedeltà, la dedizione, la gioia, la libertà, la morte. È una proposta che può sembrare infantile, forse inutile o peggio semplice evasione, ma comunque merita di essere compresa, dal momento che fu il frutto del lavoro di una vita. |
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